gunpowder plot

La Congiura delle Polveri

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Breve Storia della Chiesa Anglicana – Parte 3.

Il Gunpowder Plot

All’alba del XVII secolo sembra che per i cattolici recusanti d’Inghilterra il peggio sia passato. Dopo 44 anni di persecuzioni l’entourage protestante della regina è ormai al capolinea e con la morte della stessa Elisabetta, l’arrivo sul trono del fratello di Maria Giacomo Stuart – protestante ma favorito dal capo della missione gesuita inglese Robert Persons – fa sperare in tempi migliori.

La situazione internazionale è oggettivamente più tranquilla: Giacomo, già re di Scozia e incoronato il 25 luglio 1603, garantisce i confini settentrionali dell’Inghilterra ed è in buoni rapporti con la corona spagnola e con la Francia.

Sono molti i cattolici alla sua corte, e, sebbene egli non abbia serie intenzioni di convertirsi, afferma inizialmente di non voler nemmeno perseguitare i fedeli che non pongono problemi di ordine pubblico o di fedeltà allo stato. 

La paranoia elisabettiana e i timori di un’invasione sembrano essere, per un breve periodo, ricordi del passato. Ma con il disastro finanziario ereditato dal regno elisabettiano e il fallimento del cospiratore William Watson, prete cattolico che guidò il “bye-plot” contro il re e in contrasto con la politica dell’appeasement dei Gesuiti, Giacomo sembra rimangiarsi, o almeno frenare la storia d’amore con i recusanti inglesi.

La supposta liberalità religiosa del nuovo re deve scontrarsi con il frutto più maturo della riforma protestante, ben più radicale e pericoloso dell’antico nemico papista: il puritanesimo. Allo stesso tempo, aumentano le dicerie – vere o presunte – di un’ondata di conversioni al cattolicesimo. Il 19 marzo 1604, Re Giacomo si rivolge al Parlamento – dominato da puritani – per inasprire le restrizioni contro “Gesuiti, Seminaristi, Recusanti” e nell’agosto 1604, con il trattato di Londra, svanisce per i cattolici anche la possibilità di un’invasione spagnola.

è la fine di quest’ultima speranza a portare Robert Catesby, Thomas Wintour, Richard Wright, Guy Fawke e Thomas Percy, propugnatori di una liberazione per mano spagnola del regno, a ideare un piano diverso, ben più ambizioso. Così ambizioso, da andare contro l’esplicita volontà dei missionari gesuiti, favorevoli a un appeasement pacifico.

Bisognava risolvere il problema alla radice, ed eliminare il nemico colpendo alla testa. Imbottire di polvere da sparo il parlamento inglese e farlo saltare in aria, sbarazzandosi in un solo colpo di tutti i nemici politici del cattolicesimo nel Regno – questo era il piano.

Il 5 maggio 1604, nella stanza di una locanda londinese, i cinque uomini giurano davanti alla Bibbia, poi assistono a una Messa clandestina e fanno la Comunione. Il sacerdote celebrante, probabilmente il gesuita John Gerald, era all’oscuro di tutto. Henry Garnet, un altro gesuita, venne a scoprire del complotto solo attraverso una confessione e non ne parlò con nessuno, scrivendo invece a Roma per chiedere al Papa di scoraggiare formalmente l’uso di qualsiasi mezzo violento ai cattolici inglesi, senza mai fare esplicita menzione del piano.

Fawkes passò l’estate del 1604 ad ammassare polvere da sparo in una cantina presa in affitto da Thomas Percy – nobile cattolico che si era nel frattempo unito ai congiurati – nei sotterranei del parlamento a Londra, mentre Catesby preparava armi e cavalli per l’esercito che avrebbe rapito la futura erede Elisabetta e preso il potere subito dopo l’attentato. 

Il 26 ottobre, una misteriosa lettera rivelò il complotto a William Parker, Lord di Mounteagle, cugino di Catesby. Parker informò Robert Cecil, già dai tempi di Elisabetta I a capo di una rete di spionaggio al servizio della Corona.

Thomas Ward, servitore cattolico alla residenza di Mounteagle, avvertì immediatamente Catesby, suggerendogli inutilmente di interrompere le operazioni.

Il complotto fu definitivamente sventato con la perquisizione della cantina e l’arresto di Fawkes, il 5 novembre. Tutti i cospiratori furono arrestati, e con loro finì coinvolto anche il sacerdote Garnet. Il processo farsa contro un uomo privo di avvocati in sua difesa e senza accesso alle lettere e ai documenti che la giuria usava contro di lui era in realtà un’accusa all’intero ordine dei Gesuiti.

Garnet fu impiccato e squartato per tradimento il 3 maggio 1605. Al momento dell’elevazione del cuore del giustiziato, quando normalmente si acclamava al Re, la folla restò in silenzio.

Il fallimento della congiura delle polveri fu l’ultimo chiodo nella bara delle speranze di un ritorno al cattolicesimo, la pistola fumante che gli anglicani poterono finalmente usare per dimostrare come la fede cattolica fosse incompatibile con l’essere inglesi fedeli alla Corona.

Con l’Oath of Allegiance, in vigore dal 1609 fino al 1844, il Parlamento si trasformò nel braccio armato del nuovo ordine anglicano. L’Inghilterra moderna nasceva come espressione della borghesia londinese e di una nuova nobiltà fedele a una nuova chiesa. La storia della cosiddetta “gloriosa rivoluzione”, raccontata oggi come una transizione pulita verso la monarchia costituzionale britannica, è piuttosto la storia di un lungo braccio di ferro tra il parlamento protestante e la nobiltà cattolica. Uno scontro confessionale, non politico.

Il nuovo re Carlo I fu decapitato per ordine del parlamento a maggioranza puritana, per motivi religiosi. Dopo l’interregno di Oliver Cromwell, a Carlo II venne impedito di convertirsi pubblicamente e di promulgare l’Act of Indulgence, che avrebbe dato libertà di culto ai cattolici. 

Il cattolicesimo di Giacomo II, suo fratello, scatena una crisi di governo che porta alla nascita dei due grandi partiti inglesi, i whigs e i tories, e alla promulgazione dell’Exclusion Bill.

Il sovrano sposa Beatrice di Modena e ha un bambino maschio che assicurerebbe la successione, ma per evitare ancora una volta il ritorno del cattolicesimo il Parlamento preferisce consegnare il regno a un monarca straniero. Guglielmo d’Orange viene chiamato dall’Olanda per spodestare ed esiliare il sovrano Stuart legittimo. 

L’Act of Settlement del 1701 stabilisce formalmente l’impossibilità per un cattolico di sedersi sul trono inglese. Il documento, ancora valido, non nomina nessun’altra confessione religiosa.

Oggi, almento teoricamente, un musulmano può diventare re d’Inghilterra, mentre un cattolico si vede automaticamente cancellato dalla linea di successione.

Sono loro, siamo noi, i nemici della Corona e della chiesa anglicana.

Katharine, duchessa del Kent. Membro della famiglia reale, convertendosi al Cattolicesimo nel 1994 ha rinunciato a ogni pretesa di successione al trono. La duchessa ha reso l’anima a Dio 4 Settembre 2025.

Storia della Chiesa Anglicana

Parte I – Da Enrico VIII a Elisabetta

Parte II – I Gesuiti in Inghilterra



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