Breve Storia della Chiesa Anglicana

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Parte I di III.

Da Enrico VIII a Elisabetta

Nel 1530, Oxford si ritrova al centro della controversia tra Chiesa Cattolica e monarchia inglese. I teologi dell’università vedono arrivare una bizzarra richiesta: comporre un documento formale sull’invalidità del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona. La minaccia è implicita: osate produrre una risposta sgradita al re, e finite arrestati come i vostri colleghi di Cambridge.

I religiosi non se la passano meglio: Enrico V sta implementando la politica di dissoluzione dei monasteri e delle case religiose, e il 1535 è l’anno dell’esecuzione di Tommaso Moro.

Nel 1549 si arriva all’eresia formale. Gli emissari del re impongono alla città il nuovo messale, il Book of Common Prayer. è la prima costituzione della nuova religione che la Corona inglese sta sempre più velocemente costruendo. 

Nella sua prima edizione il testo è esplicitamente anti-cattolico. È il periodo di massima protestantizzazione della riforma inglese. Nelle chiese compaiono i tavoli davanti agli altari, e spariscono le statue e i crocifissi. Oxford continua a opporsi e per i vicoli cittadini scorre il sangue: i cattolici, i “recusanti”, vengono decapitati, le teste impilate ed esposte sulle mura. L’università viene adeguatamente purgata: i professori papisti sono sostituiti con teologi fedeli alla nuova religione.

A Enrico VIII succede Edoardo, che muore nel 1553 dopo 5 anni di regno. Con Maria Stuart si ha una breve restaurazione cattolica. Thomas Cramer, l’autore del Book of Common Prayers, è condannato e bruciato al rogo. Il governo di Maria permette ai cattolici esiliati sul continente di tornare in Inghilterra, ma la vendetta e il regolamento di conti inaspriscono la divisione interna. 

Elisabetta, incoronata nel novembre del 1558, eredita un regno tutt’altro che unito. Poco più che ventenne, la giovane regina è stata educata nella nuova religione del padre.

Un episodio interessante: poche settimane dopo l’incoronazione Elisabetta chiede al vescovo celebrante, Owen Oglethorpe, di non elevare l’Ostia. Il Monsignore rifiuta, rivendicando tranquillamente la sua libertà di coscienza. Alla Messa di Natale, durante la Consacrazione, la Regina si alza e abbandona la cattedrale.

Con l’Atto di Supremazia del 1559, che ha lo scopo di distanziarsi sia dagli eccessi dei protestanti svizzeri e tedeschi, sia dal Cattolicesimo romano, Elisabetta mette definitivamente fine alla restaurazione di Maria e alle speranze dei fedeli. 

La nuova versione del Book of Common Prayers presenta ora un linguaggio più moderato ma, paradossalmente, più pericoloso. I toni ambigui delle preghiere sono pensati per accontentare gli eretici inglesi e per ingannare i cattolici fedeli a Roma. La formula della Consacrazione del vino e del pane, ad esempio, può essere letta come ortodossa sia da chi nega la transustanziazione che da chi ci crede.

I frutti non tardano ad arrivare. I fedeli inglesi che hanno rifiutato di accettare l’Atto di Supremazia fuggono sul continente e, in Francia, il collegio di Douai diventa un centro di formazione e di resistenza cattolica oltremanica, una “piccola Inghilterra” che mantiene segretamente i legami con i recusanti di Oxford. 

Anche all’università di Lovanio, in Olanda, seminaristi e studenti inglesi hanno trovato un’oasi cattolica pronta ad accoglierli e a consacrarli. Nel 1567 uno dei novelli sacerdoti, William Allen decide insieme a Jean Vendeville, anche lui sacerdote inglese formato sul Continente, di fare della loro isola terra di missione. 

Studiare, prepararsi, aspettare: questo è il piano dei seminaristi di Allen. Aspettare cosa? La morte di Elisabetta, o un’invasione straniera. Aspettare un segno che avrebbe indicato tempi maturi per il ritorno in un’Inghilterra pronta a essere restituita alla Chiesa.

Nel frattempo si sarebbero dovuti studiare il greco e l’ebraico. Le lingue antiche -una perfetta conoscenza del latino era data per scontata- servivano ad andare alla fonte della Rivelazione, per opporre agli eretici le Scritture nella loro lingua originale.

Nei tre anni di formazione la Bibbia doveva essere letta approfonditamente 12 volte, i Vangeli 16. Una volta a settimana si organizzavano dibattiti tra gli studenti. La nuova crociata, al ritorno in patria, sarebbe stata uno scontro d’intelletti, un assalto retorico, dunque bisognava avere anche una padronanza perfetta della lingua volgare, l’inglese.

Il successo di Douai, che assorbe ormai l’emorragia dei migliori talenti di Oxford in fuga, porta Allen, sotto impulso del Papa, a fondare un altro seminario inglese a Roma. E nel 1577 l’ex-anglicano Cuthbert Mayne diventa il primo studente inglese continentale a ottenere la corona del martirio. 

Tornato in patria, delle guardie gli trovano addosso degli agnus dei e una copia della bolla papale Bull Regnans – entrambi oggetti vietati nella nuova Inghilterra anglicana. Padre Mayne venne impiccato, sventrato e squartato il 30 novembre.

Ma è solo l’avanguardia. Una forza d’invasione ben più preparata e pericolosa dei preti di Douai si sta organizzando sul Continente.

Storia della Chiesa Anglicana

Parte II – I Gesuiti in Inghilterra

Parte III – La Congiura delle Polveri



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