Samvise il Santo

Written by:

Per capire la grandezza di Tolkien, per non accontentarsi di godere solo a metà, bisogna prendere lo scafandro e immergersi. Scendere giù in profondità, sotto alla superficie del romanzo fantasy, fino al cuore, all’anima cattolica di un’opera “profondamente religiosa”.

La saga del Signore degli Anelli è epopea collettiva e opera corale, e non sono poche, nel romanzo, le figure che ricordano le sfaccettature della seconda persona della Trinità, del Dio-Uomo.

In Frodo c’è Gesù eterno sacerdote, immolatore e immolato, vittima pura tra la “gente alta”, che può realizzare la sua vocazione solo morendo a sé stesso nella salita di un calvario infernale.

In Aragon c’è Cristo Re, chiamato a realizzare il regno di Dio “come in cielo così in terra”, qui e ora, tra uomini di carne, con la spada.

Gandalf è personificazione del corpo mistico di Cristo, la Chiesa. È nel vero senso della parola il personaggio più cattolico, più universale, non essendo legato né a un luogo, né a un popolo, e persino nemmeno a un’epoca particolare, come lo sono invece gli altri membri della Compagnia. È il faro al quale si guarda per non perdersi tra le insidie del viaggio, persino quando la sua luce sembra essersi spenta.

Sono tutte, e ognuna a proprio modo, delle figura Christi. Eppure in questo mosaico bizantino ve n’è una che spicca. Una più completa, meno appariscente e proprio per questo più eroica di tutte.

Samvise Gamgee, l’umile tra gli umili, è Cristo nei suoi primi trent’anni, il Verbo Incarnato nella bottega di un falegname. In lui c’è la vita nascosta del Dio nascosto a Nazaret, piccola “contea” nella Provincia romana di Palestina. Irrilevante, improduttiva, inutile.

Il “nulla di buono viene da Nazaret” dell’apostolo Bartolomeo, pare avere lo stesso scetticismo con cui il Gaffiere, piccolo borghese, mette a tacere il giardiniere di casa Baggins: “Cavoli e patate son fatti per gente come noi.

Sam il sognatore fantastica, va oltre al gretto materialismo della Contea, pensa a elfi e draghi. Follia per i pagani, scandalo per i giudei.

Sam il piccolo riceve la missione e non volta mai le spalle alla promessa fatta. Come un bambino che prende dannatamente sul serio la sola regola del gioco: l’anello è il male, non lo si usa – lo si distrugge.

Non abbassa la verità alla propria comodità, non cerca il cavillo per aggirare la legge, come farebbe un fariseo.

Sam l’umile non abbandona Frodo neppure quando è lui stesso a chiederglielo, cacciandolo in malo modo.

Perchè? Perchè ha promesso. E chi è lui, umile giardiniere, per tradire la parola data?

Beati gli umili perché a loro appartiene il Regno dei Cieli.

E perchè saranno i veri eroi della storia.



Rispondi

Scopri di più da Claravallensis

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere